Rolex GMT-Master II 16710: il GMT che ha fatto innamorare un’intera generazione6 min read

Ci sono orologi che diventano importanti per le loro innovazioni tecniche. Altri entrano nella storia per il loro design. Poi esistono referenze che riescono a fare entrambe le cose, diventando il punto d’incontro tra passato e presente. Il Rolex GMT-Master II 16710 appartiene senza dubbio a questa categoria. Per molti collezionisti rappresenta il GMT-Master definitivo, l’ultimo capace di conservare tutta la leggerezza e il fascino delle referenze storiche prima che Rolex intraprendesse quella strada fatta di casse più imponenti, anse più larghe e bracciali sempre più massicci.

Rolex GMT 16710 – Foto by conteorologi.it

È un’affermazione che potrebbe sembrare nostalgica, ma basta osservare il mercato per capire che non si tratta soltanto di romanticismo. A oltre vent’anni dalla sua presentazione, il 16710 continua a essere uno dei Rolex più ricercati dagli appassionati, non perché sia raro in senso assoluto, ma perché riesce a racchiudere quasi vent’anni di evoluzione della maison ginevrina in un’unica referenza. È un orologio che ha accompagnato Rolex in una delle fasi più importanti della sua storia moderna, diventando testimone di cambiamenti tecnici, estetici e produttivi che oggi rappresentano altrettanti elementi di interesse per il collezionista.

Per comprendere il valore del 16710 bisogna però fare un piccolo passo indietro. La storia del GMT-Master nasce negli anni Cinquanta, quando la compagnia aerea Pan American Airways chiese a Rolex di sviluppare un orologio capace di permettere ai propri piloti di leggere contemporaneamente due fusi orari. Nel 1955 nacque così il GMT-Master ref. 6542, riconoscibile per la celebre lunetta bicolore blu e rossa che sarebbe poi diventata universalmente conosciuta come “Pepsi”. Quell’orologio cambiò per sempre il modo di interpretare gli orologi da viaggio e diede vita a una delle collezioni più iconiche dell’intera produzione Rolex.

Rolex GMT 6542 – Foto by amsterdamvintagewatches.com

Quando nel 1989 arrivò il GMT-Master II 16710, il progetto era ormai maturo. Rolex non cercò di rivoluzionare il modello, ma di perfezionarlo. La nuova referenza sostituiva progressivamente il 16760 e affiancava inizialmente il GMT-Master 16700, introducendo la possibilità di regolare indipendentemente la lancetta delle ore. Una funzione che oggi diamo quasi per scontata, ma che all’epoca rappresentava un enorme vantaggio pratico per chi viaggiava frequentemente. Bastava fermarsi in un nuovo Paese, estrarre leggermente la corona e spostare soltanto la lancetta delle ore senza interrompere il funzionamento dell’orologio né perdere la sincronizzazione con l’ora di casa. Era una soluzione elegante, intuitiva e perfettamente coerente con la filosofia Rolex.

Rolex GMT 16700 – Foto by conteorologi.it

Osservandolo oggi colpisce soprattutto una caratteristica che difficilmente compare nelle schede tecniche: l’equilibrio. La cassa Oyster da 40 millimetri mantiene proporzioni che molti considerano ancora oggi perfette. Le anse sottili, la silhouette slanciata e il profilo relativamente contenuto permettono al 16710 di adattarsi praticamente a qualsiasi polso. È un GMT che riesce a essere sportivo senza diventare ingombrante, elegante senza risultare formale. Basta indossarlo per capire perché tanti appassionati continuino a preferirlo alle referenze contemporanee.

Una parte importante del suo fascino deriva naturalmente dalla lunetta. A differenza degli attuali inserti in Cerachrom, il 16710 utilizzava ancora l’alluminio anodizzato, un materiale meno resistente ai graffi ma capace di acquisire nel tempo quella patina che i collezionisti chiamano semplicemente “fade”. È proprio questa capacità di cambiare lentamente colore a rendere ogni esemplare diverso dagli altri. Alcune ghiere Pepsi assumono sfumature violacee, altre virano verso toni più chiari, mentre le celebri versioni “Coke”, con la combinazione rosso e nero, mantengono un carattere più deciso e contemporaneo. Esisteva anche la variante completamente nera, spesso sottovalutata ma oggi sempre più apprezzata da chi cerca un’estetica più sobria. È raro trovare un altro Rolex capace di offrire tre personalità così diverse senza cambiare referenza.

Anche il quadrante racconta una storia fatta di continue evoluzioni. Durante i quasi vent’anni di produzione, il 16710 attraversò praticamente tutte le trasformazioni della moderna Rolex. I primi esemplari montavano indici al trizio, facilmente riconoscibili dalla dicitura “T Swiss – T <25” a ore sei. Alla fine degli anni Novanta arrivò il passaggio al Luminova, seguito poco dopo dal Super-LumiNova. Cambiarono i bracciali, con l’introduzione dei Solid End Links, scomparvero i fori passanti sulle anse e, negli ultimissimi anni di produzione, comparve il calibro 3186 in sostituzione dello storico 3185. Per molti collezionisti è proprio questa continua evoluzione a rendere il 16710 una delle referenze più affascinanti da studiare. Ogni periodo produttivo presenta piccole differenze che raccontano un momento preciso della storia Rolex.

Foto by watchprosite.com

Per noi di Horotix il movimento rappresenta sempre il cuore di un orologio, e il GMT-Master II 16710 non fa eccezione. Per gran parte della sua carriera la referenza è stata equipaggiata con il calibro automatico Rolex 3185, uno dei movimenti GMT più affidabili mai realizzati dalla maison. Robusto, preciso e progettato per affrontare anni di utilizzo intensivo, il 3185 contribuì in maniera decisiva alla reputazione del modello. Negli ultimi anni di produzione Rolex introdusse il nuovo calibro 3186, dotato della spirale Parachrom Bleu, più resistente ai campi magnetici e agli urti. Gli esemplari equipaggiati con questo movimento sono oggi tra i più ricercati dell’intera produzione del 16710, soprattutto quando abbinati ad alcune particolari configurazioni di quadrante come il celebre “Stick Dial”, caratterizzato da una grafica leggermente diversa nella scritta “II” del GMT-Master.

Parlare oggi del Rolex GMT-Master II 16710 significa inevitabilmente parlare anche di collezionismo. Per molti rappresenta il miglior compromesso mai raggiunto tra vintage e moderno. È abbastanza recente da poter essere utilizzato quotidianamente senza particolari preoccupazioni, ma sufficientemente vicino alla produzione storica da conservare tutto quel fascino che molti appassionati ritengono andato progressivamente perduto nelle generazioni successive. Non sorprende quindi che il mercato continui a premiarlo, soprattutto nelle configurazioni più ricercate e negli esemplari completi di scatola, documenti e accessori originali.

Forse è proprio questo il segreto del 16710.

Non è stato il primo GMT-Master.

Non è il più raro.

Non è nemmeno il più costoso.

Ma è probabilmente quello che meglio riesce a raccontare cosa significhi davvero possedere un Rolex sportivo.

Un orologio nato per accompagnare chi viaggia, costruito per durare una vita intera e capace, ancora oggi, di trasmettere la stessa sensazione che dovevano provare i suoi primi proprietari quando attraversavano un continente con due fusi orari sempre sotto controllo.

Ed è proprio questa capacità di attraversare il tempo senza perdere la propria identità che rende il Rolex GMT-Master II 16710 una delle referenze più amate dell’intera storia della Corona.

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