Girard-Perregaux Laureato 36 e 39 mm: quando l’eleganza ritrova le proporzioni giuste5 min read

Il nuovo Girard-Perregaux Laureato da 36 e 39 millimetri arriva in un momento molto particolare per l’orologeria contemporanea. Per anni il settore ha inseguito una strana convinzione: più grande significava “migliore”. Le casse si sono allargate, i polsi si sono riempiti e molte collezioni storiche hanno progressivamente abbandonato quelle dimensioni che per decenni avevano rappresentato il perfetto equilibrio tra eleganza e presenza. Poi qualcosa è cambiato. Lentamente, quasi senza fare rumore, collezionisti e appassionati hanno iniziato a riscoprire il piacere delle proporzioni corrette. Non piccole per forza, non grandi a tutti i costi. Semplicemente giuste.

È impossibile osservare i nuovi Girard-Perregaux Laureato da 36 e 39 millimetri senza pensare che il marchio abbia colto perfettamente questo momento.

Foto by girard-perregaux.com – Versione da 36mm
Foto by girard-perregaux.com – Versione da 39mm

Laureato è uno di quegli orologi che non hanno bisogno di presentazioni. Nato nel 1975, ha attraversato mezzo secolo di storia dell’orologeria mantenendo una personalità immediatamente riconoscibile. La lunetta ottagonale appoggiata su una base circolare, il bracciale integrato, le superfici alternate tra lucido e satinato e quel modo tutto particolare di occupare il polso hanno reso il Laureato uno dei grandi protagonisti del segmento sport-chic di lusso. Eppure, nonostante il suo status, negli ultimi anni molti appassionati continuavano a desiderare una cosa molto semplice: un ritorno alle dimensioni più equilibrate.

La risposta di Girard-Perregaux non è arrivata attraverso una reinterpretazione nostalgica o un’operazione marketing costruita attorno alla parola “vintage”. È arrivata attraverso due nuovi modelli che sembrano voler ricordare una verità spesso dimenticata: un grande design non dipende dalle dimensioni.

Guardando il Laureato da 36 millimetri e quello da 39 millimetri, la sensazione è infatti quella di osservare lo stesso orologio, non una versione ridotta dell’altro. Ed è probabilmente questo l’aspetto più riuscito dell’intera operazione. Ridurre le dimensioni di un segnatempo è molto più difficile di quanto possa sembrare. Le proporzioni cambiano, gli spazi si modificano e basta poco per perdere quell’armonia che ha reso celebre il modello originale. Qui invece tutto sembra rimasto al proprio posto. La celebre lunetta mantiene il suo carattere, il quadrante Clous de Paris continua a creare profondità attraverso la luce e il bracciale integrato conserva quella fluidità che da sempre rappresenta uno degli elementi distintivi del Laureato.

Osservandoli più a lungo emerge una qualità che spesso passa inosservata nelle schede tecniche: la naturalezza. Questi nuovi Laureato non sembrano nati per inseguire una tendenza. Sembrano semplicemente orologi che sarebbero sempre dovuti esistere. Il 39 millimetri rappresenta probabilmente il punto d’incontro ideale tra sensibilità contemporanea e tradizione, una misura capace di adattarsi alla maggior parte dei polsi senza rinunciare a una presenza importante. Il 36 millimetri, invece, restituisce al Laureato una raffinatezza quasi dimenticata, ricordando quanto possano essere affascinanti le proporzioni contenute quando vengono abbinate a un design forte.

Anche i quadranti giocano un ruolo fondamentale in questa percezione. Le nuove versioni propongono tonalità che valorizzano il celebre motivo guilloché Clous de Paris, creando continui giochi di luce che cambiano carattere a seconda dell’angolazione. È una di quelle lavorazioni che molti osservano distrattamente nelle fotografie, ma che dal vivo contribuiscono in maniera decisiva alla personalità dell’orologio. Ogni riflesso sembra aggiungere profondità, rendendo il quadrante più vivo e dinamico senza compromettere la pulizia generale del progetto.

Naturalmente, dietro questa eleganza si nasconde una meccanica che resta fedele alla tradizione della manifattura di La Chaux-de-Fonds. Per noi di Horotix il movimento rappresenta sempre il cuore di un orologio e Girard-Perregaux continua a dimostrare quanto tenga a questo aspetto. I nuovi Laureato sono equipaggiati con movimenti automatici di manifattura sviluppati internamente, rifiniti secondo gli standard che hanno contribuito a costruire la reputazione della maison. Attraverso il fondello in vetro zaffiro emergono decorazioni curate, masse oscillanti personalizzate e quell’attenzione al dettaglio che distingue un vero movimento di manifattura da una semplice soluzione industriale. È un aspetto che forse non verrà mai notato da chi acquista un orologio esclusivamente per il design, ma continua a rappresentare una parte fondamentale dell’identità Girard-Perregaux.

La sensazione finale, osservando questi nuovi Laureato, è che Girard-Perregaux abbia compreso qualcosa che molti marchi stanno ancora cercando di interpretare. Il ritorno alle dimensioni più contenute non è una moda passeggera. È una conseguenza naturale della maturazione del collezionismo contemporaneo. Dopo anni trascorsi a cercare l’orologio più vistoso, molti appassionati stanno tornando a cercare l’orologio più giusto.

Ed è proprio qui che i nuovi Laureato da 36 e 39 millimetri trovano il loro senso più profondo. Non cercano di reinventare un’icona e non hanno bisogno di farlo. Si limitano a ricordarci perché il Laureato sia riuscito ad attraversare cinquant’anni di storia senza perdere la propria identità. A volte, per andare avanti, non serve cambiare tutto. Basta ritrovare le proporzioni corrette.

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