C’è stato un tempo in cui i falsi erano facili da riconoscere. Il logo era sbagliato, le lancette sembravano uscite da un orologio da bancarella, il peso era quello di un giocattolo, e bastava girarlo per scoprire che il fondello raccontava più bugie di un venditore di olio di serpente. Quel tempo è finito. Oggi siamo entrati nell’era dei super fake: repliche talmente fedeli che anche un occhio esperto può restare ingannato (fino ad un certo punto ovviamente).
Non stiamo parlando di copie da due soldi. Qui parliamo di orologi falsi che arrivano a costare migliaia di euro, realizzati con materiali e tecniche molto simili a quelli degli originali. Quadranti serigrafati al laser, movimenti clonati con decorazioni Côtes de Genève (bruttine), rotori personalizzati e persino certificati falsificati in modo impeccabile. In alcuni casi, i laboratori che li producono sono quasi tecnologici quanto certi piccoli atelier.

Il mercato sotterraneo dei super fake
Le piattaforme di vendita online e i social network hanno reso tutto più semplice per chi vuole smerciare questi orologi. C’è chi li vende apertamente in mercatini paralleli, chi si nasconde dietro annunci di “orologio non testato” o “senza garanzia”, e chi addirittura li propone come originali a prezzo leggermente ribassato, giusto per dare la sensazione di un’occasione imperdibile.
E qui sta il problema: il collezionista alle prime armi, o anche l’appassionato navigato ma distratto, rischia di cascarci. Perché il super fake non ha più i difetti grossolani del passato: le proporzioni sono perfette, il peso è corretto, il movimento batte come dovrebbe. Serve un occhio allenatissimo, e spesso anche strumenti professionali, per smascherarlo.

Il danno oltre il portafoglio
Chi compra un super fake pensando di aver preso un originale non perde solo soldi. Perde fiducia. Fiducia nelle transazioni private, nei mercatini dell’usato, nei commercianti indipendenti. Ed è qui che il danno diventa culturale: il collezionismo vive di fiducia reciproca, di passione condivisa, di comunità. I super fake minano queste fondamenta.
In più, il loro giro d’affari alimenta economie parallele che spesso hanno legami con attività illecite ben più gravi. Non è solo una questione di copyright: è una questione di etica.
Come proteggersi
La verità è che l’unico scudo efficace è la prudenza. Acquistare solo da rivenditori autorizzati o da venditori con reputazione consolidata, richiedere sempre documentazione completa e — quando possibile — far periziare l’orologio da un professionista prima dell’acquisto. Diffidare delle occasioni troppo buone per essere vere non è paranoia: è sopravvivenza collezionistica.
La battaglia dell’orologeria
Le maison stanno iniziando a reagire. Alcune introducono micro-incisioni invisibili a occhio nudo, altre usano QR code cifrati o blockchain per tracciare ogni esemplare. Ma la verità è che finché ci sarà domanda, ci sarà offerta. E il super fake, pericolosamente, non si rivolge più solo a chi vuole “fare il figo” con un falso. Sta arrivando dritto nel cuore del mercato dell’usato, confondendo anche gli addetti ai lavori. Ma non basta: esiste una categoria ancora più subdola. Li chiamano Frankenstein. Qui non parliamo di un falso integrale, ma di orologi assemblati mescolando parti originali e parti super fake. Una cassa autentica con un quadrante rifatto, un movimento genuino con ponti clonati, una lunetta aftermarket che sembra uscita direttamente dalla manifattura. Il risultato è un ibrido che confonde anche molti esperti, e che spesso finisce venduto come “100% originale” con tanto di scatola e garanzia. La tragedia è che un acquirente poco esperto si ritrova a spendere cifre da capogiro per qualcosa che non è né completamente falso, né completamente vero, ma che sul mercato ha un valore di gran lunga inferiore a quello pagato.
Questa realtà è già all’ordine del giorno, e non riguarda più solo modelli iconici come il Rolex Submariner o il Daytona. Oggi qualsiasi marchio di lusso è vulnerabile. La differenza tra un acquisto sicuro e un disastro economico si gioca tutta nella conoscenza, nella rete di contatti affidabili e in un’attenzione quasi maniacale ai dettagli.
Il messaggio per chi ama davvero gli orologi è semplice: un orologio falso non vale nulla, nemmeno se è il falso più perfetto mai visto. Perché un orologio è più della somma dei suoi componenti: è storia, autenticità, e quel legame invisibile che ti collega a chi lo ha progettato e realizzato.

Perché, diciamolo senza giri di parole: un super fake al polso non è un “omaggio” all’orologeria. È un insulto. È come spacciarsi per chef stellato cucinando surgelati. Puoi anche ingannare qualcuno per cinque minuti, ma alla fine, quando il gusto amaro della verità arriva, resti solo uno che fa la figura del pirla.. La gente non capisce che è come mettere il calzino nella mutanda, come affittare una Lamborghini per una sera (il giorno dopo vai a prenderla con la Picanto), come farsi un selfie con una bellissima ragazza e spacciarla per la propria fidanzata, come far sesso con una bambola gonfiabile!
