OMEGA Speedmaster 38 mm: sette nuove interpretazioni per avvicinarsi ancora di più al Moonwatch10 min read

Ritorniamo dalle vacanze estive parlando dei nuovissimi OMEGA Speedmaster 38 mm presentati questo agosto. I nuovi segnatempo di Omega sono più interessanti di quanto potrebbe suggerire una prima occhiata. Non siamo davanti a una semplice espansione cromatica della collezione. OMEGA ha scelto di intervenire proprio sugli elementi che definiscono l’identità visiva dello Speedmaster 38, avvicinandolo in maniera evidente ai codici estetici del Moonwatch senza trasformarlo in una copia ridotta dello Speedmaster Professional.

Foto by omegawatches.com

È una distinzione importante. Il 38 mm continua infatti ad avere una personalità propria, ma oggi parla una lingua molto più vicina a quella del cronografo che ha reso OMEGA un’icona dell’orologeria mondiale.

La storia dello Speedmaster non ha bisogno di molte presentazioni. Nato nel 1957 come cronografo pensato anche per il mondo delle competizioni automobilistiche, sarebbe diventato negli anni successivi uno degli strumenti più importanti nella storia dell’esplorazione spaziale. Nel 1965 la NASA lo qualificò per le missioni con equipaggio e da quel momento il suo destino sarebbe stato indissolubilmente legato alle missioni Apollo e alla conquista della Luna.

Ma proprio questa storia rende interessante il percorso dello Speedmaster 38. Quando OMEGA introdusse questa versione nel 2017, la scelta fu quella di proporre un’interpretazione più compatta e raffinata dello Speedmaster, con proporzioni differenti rispetto ai 42 mm del Moonwatch e una serie di dettagli che lo rendevano immediatamente riconoscibile come una collezione autonoma. I caratteristici contatori ovali, in particolare, rappresentavano uno degli elementi più distintivi di quella generazione.

Oggi OMEGA cambia direzione.

I nuovi modelli abbandonano i contatori ovali in favore di contatori arrotondati, una modifica apparentemente semplice ma capace di trasformare profondamente la percezione dell’intero quadrante. La configurazione diventa immediatamente più sportiva e, soprattutto, richiama con maggiore evidenza quella dello Speedmaster Professional.

Anche la quantità di testo presente sul quadrante è stata ridotta. È un dettaglio che potrebbe sembrare secondario, ma che contribuisce in maniera importante a rendere l’insieme più pulito. Lo Speedmaster è uno di quegli orologi nei quali l’equilibrio tra informazioni e spazio negativo è fondamentale e OMEGA sembra aver scelto di lasciare respirare maggiormente il quadrante.

La lunetta rappresenta un’altra delle novità più significative. È più spessa e torna a proporzioni che ricordano maggiormente quelle del Moonwatch, mentre la scala tachimetrica introduce il celebre Dot-Over-Ninety, con il punto posizionato sopra il 90. È uno di quei piccoli dettagli che agli occhi di chi non conosce la storia dello Speedmaster possono sembrare irrilevanti, ma che per gli appassionati rappresentano uno dei riferimenti estetici più riconoscibili della tradizione del modello.

È proprio l’insieme di questi interventi a rendere i nuovi Speedmaster 38 molto più vicini al linguaggio del Moonwatch. Non sono diventati dei Moonwatch da 38 mm, e probabilmente sarebbe stato un errore farlo. Sono piuttosto Speedmaster 38 che hanno finalmente trovato un collegamento visivo più diretto con la parte più importante della storia della collezione.

La cassa rimane infatti da 38 millimetri, una misura che continua a rappresentare il cuore del progetto. Lo spessore è di 14,75 millimetri, mentre la distanza lug-to-lug arriva a circa 44,96 millimetri. L’impermeabilità è di 100 metri e il vetro zaffiro offre un trattamento antiriflesso su entrambi i lati.

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Numeri che raccontano un orologio compatto soltanto sulla carta. La presenza del movimento cronografico automatico e le proporzioni della cassa fanno sì che il 38 mm mantenga comunque una certa presenza al polso, ma proprio questa è una delle caratteristiche che lo rendono interessante. Non vuole essere un piccolo orologio elegante travestito da cronografo sportivo. Vuole essere uno Speedmaster vero, semplicemente più compatto.

E poi c’è il bracciale.

Anche in questo caso OMEGA ha scelto di avvicinarsi al Moonwatch introducendo un nuovo bracciale a cinque maglie che riprende chiaramente l’impostazione dello Speedmaster Professional. La soluzione contribuisce a rendere il nuovo 38 mm più sportivo e, allo stesso tempo, più coerente con la storia della famiglia. A seconda della referenza, le maglie centrali possono essere lucide o satinate, creando caratteri differenti all’interno della stessa architettura. Il sistema Comfort Release permette inoltre due posizioni di microregolazione, con 2,3 millimetri di estensione.

È un cambiamento che potrebbe sembrare marginale, ma indossando un orologio il bracciale conta quasi quanto la cassa. È il punto di contatto continuo con il polso e contribuisce in maniera determinante alla percezione dell’orologio. Nel caso del nuovo Speedmaster 38, il bracciale è anche uno strumento narrativo: dice immediatamente che questa nuova generazione vuole appartenere più chiaramente alla famiglia Speedmaster.

OMEGA ha poi scelto di articolare la collezione attraverso sette interpretazioni molto diverse tra loro.

La più interessante, almeno dal punto di vista storico, è probabilmente la referenza 324.30.38.50.01.002. È quella con quadrante nero opaco, lunetta tachimetrica nera in alluminio e, soprattutto, senza datario. È anche l’unica delle sette a utilizzare il calibro 3332, proprio perché priva dell’indicazione della data.

Il risultato è forse il più vicino allo spirito del Moonwatch. Il quadrante nero, gli indici e le lancette con Super-LumiNova bianca e l’assenza della finestra della data restituiscono una simmetria che gli appassionati dello Speedmaster classico riconosceranno immediatamente. È quasi come se OMEGA avesse voluto ricordare che il 38 mm può essere elegante e compatto senza rinunciare alla natura originaria del cronografo.

La seconda versione in acciaio punta invece su un quadrante silvery opaline, abbinato a una lunetta in alluminio grigio caldo. Gli indici e le lancette utilizzano finiture in Sedna Gold, creando un contrasto molto più raffinato rispetto al modello nero. È probabilmente la versione più discreta dell’intera gamma, quella capace di muoversi con naturalezza tra sportività ed eleganza.

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La terza interpretazione in acciaio sceglie invece un quadrante bianco laccato e una lunetta blu in ceramica, con scala tachimetrica riempita di smalto bianco. Le lancette e gli indici blu completano una combinazione cromatica decisamente più sportiva. È una delle referenze che più si allontanano dall’impostazione classica del Moonwatch, pur mantenendone ormai chiaramente l’architettura.

OMEGA amplia poi la proposta con due versioni bicolore.

Una combina acciaio inossidabile e 18K Moonshine™ Gold, la lega d’oro giallo sviluppata da OMEGA, con lunetta verde in alluminio e scala tachimetrica gialla. Il quadrante silvery opaline e gli elementi in Moonshine Gold completano un insieme molto più prezioso rispetto alle versioni interamente in acciaio.

L’altra riprende invece quella che OMEGA definisce una delle caratteristiche distintive della linea Speedmaster 38: il quadrante color avorio con contatori marroni, una combinazione che negli anni è diventata quasi una firma della collezione. In questo caso la lunetta è in 18K Sedna™ Gold, mentre il marrone ritorna sulla lunetta tachimetrica e sui contatori. È probabilmente la versione più elegante e personale del gruppo, quella che mantiene maggiormente la vocazione raffinata del 38 mm originale.

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Poi arrivano le due referenze con lunetta tempestata di diamanti, pensate per chi interpreta lo Speedmaster attraverso una prospettiva ancora più preziosa.

Entrambe utilizzano una lunetta in acciaio con 52 diamanti per un totale di 1,53 carati. Una viene abbinata a un quadrante ice blue con finitura PVD, mentre l’altra sceglie un quadrante in madreperla bianca. Le lancette rodiate e gli indici a bastone completano due configurazioni che spostano inevitabilmente lo Speedmaster verso il territorio della gioielleria, senza però cancellarne la natura di cronografo.

È proprio questa varietà a rendere interessante la nuova collezione. Sette referenze possono sembrare tante per un’unica presentazione, ma in realtà raccontano sette modi differenti di interpretare lo stesso concetto. C’è quello che cerca il legame più diretto con il Moonwatch, quello che preferisce l’eleganza del bicolore e quello che vuole trasformare lo Speedmaster in un oggetto più prezioso e gioiello.

Sotto il quadrante, però, la filosofia rimane coerente.

Sei delle sette referenze utilizzano il calibro OMEGA Co-Axial 3330, mentre la versione nera senza datario utilizza il calibro 3332. Entrambi sono movimenti automatici con scappamento Co-Axial e cronografo con ruota a colonne, con una frequenza di 28.800 alternanze all’ora e una riserva di carica di circa 52 ore. La differenza principale riguarda proprio la presenza del datario: il 3330 integra la data, mentre il 3332 è stato sviluppato per la configurazione senza data.

È una scelta tecnica interessante perché permette a OMEGA di mantenere la stessa architettura generale all’interno della collezione, lasciando però che sia la configurazione del quadrante a determinare quale movimento utilizzare.

E forse è proprio qui che emerge il significato di questa nuova generazione.

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Il vero cambiamento non è nei 38 millimetri. Quella misura era già presente. Non è nemmeno semplicemente nei nuovi colori o nei materiali utilizzati. Il cambiamento più importante è nella gerarchia estetica dello Speedmaster 38.

La precedente generazione aveva costruito una propria identità, più morbida e raffinata, quasi separata dal Moonwatch. Quella del 2026 sembra invece voler colmare parte di quella distanza. I contatori rotondi, la lunetta più importante, il Dot-Over-Ninety e il nuovo bracciale fanno sì che oggi basti uno sguardo per riconoscere il legame con lo Speedmaster Professional.

Per noi di Horotix è probabilmente questa la scelta più intelligente fatta da OMEGA.

Non cercare di trasformare lo Speedmaster 38 in qualcosa di completamente nuovo, ma ricordargli da dove viene.

In un’epoca nella quale molte collezioni vengono continuamente ampliate attraverso varianti cromatiche e materiali differenti, OMEGA ha scelto di intervenire proprio sull’identità del modello. E lo ha fatto senza cancellare ciò che rende il 38 mm diverso dal Moonwatch.

Il risultato è una collezione che oggi appare più coerente, più sportiva e soprattutto più consapevole del proprio posto all’interno della famiglia Speedmaster.

Il Moonwatch rimane il riferimento assoluto, con i suoi 42 millimetri e il movimento a carica manuale. Ma non tutti desiderano o possono indossare quella presenza al polso. Il nuovo Speedmaster 38 offre una risposta diversa: la stessa storia, lo stesso linguaggio e una parte molto più evidente dello stesso DNA, racchiusi in una cassa più compatta e disponibile anche in interpretazioni decisamente più eleganti.

Ed è forse proprio questo il punto.

OMEGA non ha semplicemente presentato sette nuovi Speedmaster da 38 millimetri.

Ha preso una delle sue collezioni più personali e ha deciso di avvicinarla ancora di più all’orologio che, più di ogni altro, ha definito la storia della Maison.

Con questi sette nuovi modelli, lo Speedmaster 38 sembra finalmente aver trovato il proprio equilibrio tra eleganza e sportività, tra passato e contemporaneità, tra la propria identità e quella del leggendario Moonwatch.

E quando un orologio riesce a cambiare senza smettere di essere riconoscibile, probabilmente significa che l’evoluzione è stata fatta nella direzione giusta.

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