Mandetbrote Secret Orbital – Il tempo che danza in orbita4 min read

C’è un fascino particolare in quelle realtà che nascono lontano dai riflettori, fuori dai grandi nomi, fuori dai confini rassicuranti dell’orologeria tradizionale. Ed è lì, in quel territorio fatto di coraggio e intuizione, che troviamo Mandetbrote. Un marchio giovane, con sede a Hong Kong, che ha scelto di intraprendere una strada poco battuta: non rincorrere la gloria del passato, ma disegnare un futuro diverso, più audace, più personale. E lo ha fatto con una delle proposte più sorprendenti viste negli ultimi anni nel mondo dell’orologeria accessibile: il Secret Orbital.

Mandetbrote non è un nome che evoca immediatamente genealogie svizzere o eredità meccaniche ultracentenarie. Eppure, nel suo DNA c’è qualcosa di antico: la voglia di stupire, la cura per i dettagli, la determinazione a offrire un’esperienza che vada oltre la semplice lettura dell’ora. Il progetto nasce dall’esperienza di un team con oltre vent’anni nel settore, ma è proprio con questo orologio che l’identità di Mandetbrote si compone come un mosaico fatto di suggestioni visionarie e ingegno concreto.

Foto by mandetbrote.com

Il Secret Orbital è, come dice il nome, un segreto che si svela lentamente. A prima vista, il quadrante colpisce per la sua struttura insolita, quasi architettonica. Un grande disco ruota lungo il bordo dell’orologio segnando i minuti in modo fluido e continuo, mentre le ore si leggono da una finestrella semicircolare a ore sei. Il tempo non è più scandito da lancette, ma da orbite. Un movimento perpetuo e armonico che sembra evocare traiettorie planetarie più che giri di ruota. È un modo diverso di raccontare le ore, quasi una danza che si consuma sotto vetro zaffiro.

A muovere questa invenzione non è un tourbillon esotico o un calibro in-house da haute horlogerie, ma il solido e affidabile Miyota 9015, modificato appositamente per animare questo display orbitale. È un cuore giapponese che batte con precisione e costanza, con una riserva di carica di circa 42 ore e una tolleranza di marcia del tutto rispettabile, intorno ai –10/+20 secondi al giorno. Nulla di miracoloso, certo, ma perfettamente coerente con l’idea che la vera innovazione non sta nel complicare, ma nel ripensare.

Foto by mandetbrote.com

Il punto più affascinante del Secret Orbital è proprio questo: è diverso. E lo è senza forzature. Non cerca di imitare nessuno, non vuole somigliare a nessun altro. Ha una voce propria. L’estetica è moderna, tagliente, un po’ brutalista ma mai volgare. Le finiture sono pulite, l’assemblaggio è curato, l’esperienza al polso è piacevole. Il tutto offerto a un prezzo che in fase di lancio su Kickstarter si aggirava intorno ai 300 dollari. Una cifra quasi irrisoria se si considera il concept, lo sviluppo del modulo orbitale e il risultato finale.

Foto by mandetbrote.com

Mandetbrote dimostra che si può creare qualcosa di nuovo, diverso e credibile anche fuori dai circuiti tradizionali. E che l’orologeria indipendente non è fatta solo di pezzi da decine di migliaia di euro, ma anche di sogni ben progettati, accessibili e capaci di accendere l’immaginazione. Il Secret Orbital non è un orologio da tutti i giorni, forse. Ma è un orologio che parla, che affascina, che incuriosisce. È un oggetto che sfugge alle categorie e invita a guardare il tempo da un’altra prospettiva.

Foto by mandetbrote.com

Per questo merita spazio su Horotix. Perché racconta una delle cose più belle che l’orologeria può offrire: la capacità di reinventarsi. Non con la nostalgia, ma con l’audacia. Non con i pedigree, ma con la personalità.

Mandetbrote ha lanciato una sfida, e noi, da appassionati, non possiamo che accoglierla con entusiasmo. Perché, in fondo, il tempo non è solo ciò che misuriamo: è anche ciò che immaginiamo. E questo piccolo segnatempo orbitale lo dimostra con disarmante poesia.

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