C’è un fascino particolare in quelle realtà che nascono lontano dai riflettori, fuori dai grandi nomi, fuori dai confini rassicuranti dell’orologeria tradizionale. Ed è lì, in quel territorio fatto di coraggio e intuizione, che troviamo Mandetbrote. Un marchio giovane, con sede a Hong Kong, che ha scelto di intraprendere una strada poco battuta: non rincorrere la gloria del passato, ma disegnare un futuro diverso, più audace, più personale. E lo ha fatto con una delle proposte più sorprendenti viste negli ultimi anni nel mondo dell’orologeria accessibile: il Secret Orbital.
Mandetbrote non è un nome che evoca immediatamente genealogie svizzere o eredità meccaniche ultracentenarie. Eppure, nel suo DNA c’è qualcosa di antico: la voglia di stupire, la cura per i dettagli, la determinazione a offrire un’esperienza che vada oltre la semplice lettura dell’ora. Il progetto nasce dall’esperienza di un team con oltre vent’anni nel settore, ma è proprio con questo orologio che l’identità di Mandetbrote si compone come un mosaico fatto di suggestioni visionarie e ingegno concreto.

Il Secret Orbital è, come dice il nome, un segreto che si svela lentamente. A prima vista, il quadrante colpisce per la sua struttura insolita, quasi architettonica. Un grande disco ruota lungo il bordo dell’orologio segnando i minuti in modo fluido e continuo, mentre le ore si leggono da una finestrella semicircolare a ore sei. Il tempo non è più scandito da lancette, ma da orbite. Un movimento perpetuo e armonico che sembra evocare traiettorie planetarie più che giri di ruota. È un modo diverso di raccontare le ore, quasi una danza che si consuma sotto vetro zaffiro.
A muovere questa invenzione non è un tourbillon esotico o un calibro in-house da haute horlogerie, ma il solido e affidabile Miyota 9015, modificato appositamente per animare questo display orbitale. È un cuore giapponese che batte con precisione e costanza, con una riserva di carica di circa 42 ore e una tolleranza di marcia del tutto rispettabile, intorno ai –10/+20 secondi al giorno. Nulla di miracoloso, certo, ma perfettamente coerente con l’idea che la vera innovazione non sta nel complicare, ma nel ripensare.

Il punto più affascinante del Secret Orbital è proprio questo: è diverso. E lo è senza forzature. Non cerca di imitare nessuno, non vuole somigliare a nessun altro. Ha una voce propria. L’estetica è moderna, tagliente, un po’ brutalista ma mai volgare. Le finiture sono pulite, l’assemblaggio è curato, l’esperienza al polso è piacevole. Il tutto offerto a un prezzo che in fase di lancio su Kickstarter si aggirava intorno ai 300 dollari. Una cifra quasi irrisoria se si considera il concept, lo sviluppo del modulo orbitale e il risultato finale.

Mandetbrote dimostra che si può creare qualcosa di nuovo, diverso e credibile anche fuori dai circuiti tradizionali. E che l’orologeria indipendente non è fatta solo di pezzi da decine di migliaia di euro, ma anche di sogni ben progettati, accessibili e capaci di accendere l’immaginazione. Il Secret Orbital non è un orologio da tutti i giorni, forse. Ma è un orologio che parla, che affascina, che incuriosisce. È un oggetto che sfugge alle categorie e invita a guardare il tempo da un’altra prospettiva.

Per questo merita spazio su Horotix. Perché racconta una delle cose più belle che l’orologeria può offrire: la capacità di reinventarsi. Non con la nostalgia, ma con l’audacia. Non con i pedigree, ma con la personalità.
Mandetbrote ha lanciato una sfida, e noi, da appassionati, non possiamo che accoglierla con entusiasmo. Perché, in fondo, il tempo non è solo ciò che misuriamo: è anche ciò che immaginiamo. E questo piccolo segnatempo orbitale lo dimostra con disarmante poesia.