Ci sono collaborazioni che nascono per mettere un logo su un quadrante e altre che sembrano quasi inevitabili. Quando TAG Heuer presenta un’edizione dedicata al Goodwood Festival of Speed, la sensazione è proprio questa: non un’operazione costruita a tavolino, ma l’incontro tra due realtà che condividono la stessa idea di motorsport. Da una parte una maison che ha scritto alcune delle pagine più importanti del cronometraggio sportivo, dall’altra un evento capace di riunire, ogni estate, passato, presente e futuro dell’automobile in un’unica straordinaria celebrazione della velocità.
In fondo, il Monaco non aveva bisogno di un pretesto per ricordare il proprio legame con le corse. Fin dal 1969 la sua cassa quadrata ha rappresentato una piccola rivoluzione nell’orologeria, diventando ancora più iconica quando Steve McQueen la portò al polso nel film Le Mans. Da allora quel cronografo non è più stato soltanto un orologio. È diventato un simbolo della cultura motoristica, uno di quei pochi segnatempo capaci di evocare immediatamente il rumore di un motore, l’odore della benzina e il fascino di un paddock degli anni Settanta.

Per questo motivo la scelta di Goodwood appare quasi naturale. Il Festival of Speed non è un semplice raduno automobilistico. È il luogo dove Formula 1, prototipi di Le Mans, auto da rally, hypercar, monoposto storiche e vetture leggendarie condividono lo stesso percorso, la celebre Hillclimb che ogni anno diventa il centro del mondo per migliaia di appassionati. Qui la velocità non viene soltanto celebrata: viene raccontata attraverso le sue epoche, i suoi protagonisti e le sue evoluzioni. TAG Heuer, Official Timing Partner dell’evento, è ormai parte integrante di questo racconto.
La nuova edizione limitata sceglie di parlare la lingua più elegante del motorsport britannico. Il quadrante si veste infatti del classico British Racing Green, una tonalità verde intensa con finitura soleil che richiama immediatamente le monoposto inglesi e alcune delle auto più iconiche mai viste a Goodwood. A contrasto troviamo i contatori color beige e una minuteria nello stesso tono, una combinazione cromatica che restituisce all’orologio un gusto decisamente vintage senza risultare nostalgico. È un Monaco che sembra appartenere tanto al paddock di una gara storica quanto al polso di un gentleman driver contemporaneo.
Sono poi i dettagli a fare la differenza. La lancetta centrale del cronografo termina con una piccola bandiera a scacchi, mentre le lancette dei contatori cronografici sono verniciate di rosso per aumentare il contrasto. Ma il particolare più curioso si trova sulla scala dei secondi, dove il numero 39 è evidenziato in rosso. Non è una scelta casuale: rappresenta un omaggio al record assoluto della Hillclimb di Goodwood stabilito nel 2022 dalla McMurtry Spéirling guidata da Max Chilton. È uno di quei riferimenti che molti non noteranno al primo sguardo, ma che raccontano quanto questa edizione sia stata pensata per chi Goodwood lo vive davvero.

La cassa rimane quella che tutti conosciamo. Acciaio, 39 millimetri di lato, vetro zaffiro sfaccettato e un’impermeabilità di 100 metri che conferma la vocazione pratica del Monaco contemporaneo. TAG Heuer ha scelto di non stravolgere un design diventato ormai patrimonio dell’orologeria, limitandosi a vestirlo con colori e dettagli capaci di cambiare completamente il carattere dell’orologio. È una scelta intelligente. Quando un’icona funziona, spesso basta raccontarla con un accento diverso.
Per noi di Horotix il cuore dell’orologio rimane però il movimento. All’interno batte il calibro di manifattura TH20-00, cronografo automatico integrato con ruota a colonne e frizione verticale. Le sue 80 ore di riserva di carica, unite a una costruzione moderna e affidabile, rappresentano una delle evoluzioni tecniche più significative della recente produzione TAG Heuer. Attraverso il fondello in vetro zaffiro è possibile osservare il movimento, impreziosito dal logo del Goodwood Festival of Speed, un dettaglio che rende questa referenza immediatamente riconoscibile anche dal lato meno visibile dell’orologio.

La produzione sarà limitata a 71 esemplari, un numero che richiama il 1971, anno in cui Steve McQueen portò il Monaco sul grande schermo con Le Mans, contribuendo a trasformarlo in una leggenda. È un richiamo sottile ma estremamente significativo, perché collega idealmente tre mondi: il cinema, il motorsport e l’orologeria. Un filo rosso che TAG Heuer continua a percorrere con sorprendente coerenza.
Forse è proprio questo l’aspetto che convince di più.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un susseguirsi di edizioni limitate dedicate a eventi, squadre e anniversari. Alcune sembravano semplicemente cambiare il colore del quadrante. Altre faticavano a trovare un vero motivo per esistere.
Il TAG Heuer Monaco Chronograph x Goodwood Festival of Speed 2026, invece, appare diverso.
Perché Goodwood e Monaco parlano la stessa lingua da sempre.
Entrambi celebrano una velocità fatta di storia, eleganza e passione.
Ed è forse proprio per questo che questa collaborazione non dà l’impressione di essere nata per vendere un orologio.
Sembra, piuttosto, il modo più naturale per raccontare due icone che, prima o poi, erano destinate a incontrarsi.


















