Tudor 1926 Luna: la luna entra nel 2025 con eleganza4 min read

C’è qualcosa di tenero nel momento in cui una marca famosa per resistenza, casse robuste e spirito tool-watch decide di guardare al cielo. Tudor lo ha fatto con il nuovo 1926 Luna, il primo modello della sua storia ad aggiungere una complicazione lunare alla linea 1926 — ed è una sorpresa che sfiora il romantico, pur restando fedele al DNA della Maison.

La linea 1926 prende il nome dall’anno in cui “Tudor” venne registrato come marchio da Hans Wilsdorf, e da sempre è quella che più racconta la vocazione classica del brand: quadranti bombati, finiture solen, dettagli vintage, indici applicati e numeri arabi sparsi — un mix perfetto tra ricordo d’epoca e richiami contemporanei. Con il “Luna”, Tudor aggiunge un’ombra poetica: la luna che si mostra e scompare, giorno dopo giorno, a ore sei del quadrante.

Foto by tudorwatch.com

Cassa in acciaio da trentanove millimetri, spessore attorno a 10,1 mm, vetro zaffiro bombato, vetro trasparente (no, non è uno dei soliti plexi vintage che graffiano al primo colpo) e una resistenza all’acqua di cento metri: Tudor non tradisce le sue origini robuste neppure quando abbraccia stile più dress. Il bracciale a sette maglie, con le superfici esterne satinate e le maglie centrali lucide, dà quel tocco di “mi vedono, ma senza esagerare”.

I quadranti si offrono in tre varianti: nero, blu e champagne. Ognuno con finitura sunray spazzolata, con numeri arabi applicati alle ore 2, 4, 8, 10 e 12 e gli altri indici a freccia, lancette a gladio. La versione champagne, quella forse più “cinematica”, porta con sé un dettaglio firmato dall’ambasciatore Jay Chou: un disco lunare dorato (“phantom moon”) che emerge da un taglio nero, scompare, poi torna — come in un sipario che si apre e chiude sotto il chiarore notturno.

Il movimento scelto è il Calibro T607-9, basato sul Sellita SW280-1, automatico, con fasi lunari, data, quanti secondi servono, tutto. Frequenza a 4 Hz, riserva di carica intorno alle 38-41 ore, regolato per rispettare gli standard di precisione che ci si aspetta da Tudor, anche se non è un movimento costruito internamente. E Tudor, da buona Maison che sa dove vuole puntare, mantiene la garanzia a cinque anni: un modo per dire che il romanticismo è ben protetto anche sotto il cofano.

Foto by tudorwatch.com

Ma perché questo modello conta davvero? Perché rompe un po’ gli schemi. Tudor ha costruito la sua fama su orologi che vanno a fondo, che tengono il passo nelle immersioni, resistenza, tool-watch, stile militare, estetica marittima. Il 1926 Luna cambia musica, introduce una nota poetica, una complicazione che non serve a salvarti la vita ma che serve a farti alzare lo sguardo. E oggi, in un mare di orologi che competono in numeri, millimetri e resistenza, avere qualcosa che parla di luna può fare la differenza.

Il prezzo, rapportato al marchio, alla qualità delle finiture e al plus della complicazione lunare, è sorprendentemente accessibile: un orologio elegante ma con sostanza, non un mero esercizio di stile. Per chi ama che il segnatempo faccia molto più che segnare l’ora: che porti un racconto, che racconti qualcosa del tempo, dello spazio, del cielo.

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