C’è qualcosa di profondamente divertente, liberatorio eppure rispettoso, nella nuova collaborazione tra Louis Erard e Konstantin Chaykin. Con “Unfrogettable” non hanno cercato di costruire un orologio serio, austero, da collezionista – hanno scelto di mettere sul polso un personaggio. Un piccolo mostro simpatico, un gracidare elegante, un orologio‑creatura che ride, che osserva, che vive. Le versioni verde smeraldo e viola scuro non sono semplici variazioni di colore: sono l’anima stessa del progetto, il tratto distintivo di chi ama l’ironia meccanica e la libertà di uscire dagli schemi.

La cassa si misura su un diametro di 40 mm, costruita in titanio grado 5, con finiture satinato‑lucide che le danno personalità senza risultare invadenti. Sul quadrante, l’usuale display “regolatore” viene ribaltato e reinterpretato: le indicazioni ore, minuti e secondi diventano occhi e bocca, e la lancetta centrale dei minuti si allunga come un arco, dando al volto immaginario di questa rana‑orologio una fisionomia quasi umana — buffa, viva, memorabile.

Nel dettaglio: le ore appaiono in un disco‑occhio a sinistra, i secondi in un occhio‑secondario a destra, e la lancetta dei minuti attraversa il quadrante creando un tratto deciso — un po’ come la coda di un anfibio illustrato in un libro di fiabe. L’effetto è sorprendente: il tempo non è segnato, sembra raccontato. I colori del quadrante — il verde e il viola — sono profondi, laccati, con texture che giocano con la luce per amplificare l’effetto di “carattere”.
Dentro batte un movimento automatico — calibro Sellita SW266‑1 — con 38 ore di riserva di carica, frequenza 4 Hz. Non è un tourbillon, non è una complicazione estrema. È invece un cuore semplice e moderno che serve il concetto: affidabilità, quotidianità, e quella magia che nasce quando un orologio smette di essere solo un segnatempo e diventa un oggetto da vivere.

Il cinturino — in pelle nera effetto “toad leather” con cuciture coordinate ai colori del quadrante — completa il carattere: artigianale, un po’ ribelle, con un tocco di ironia visiva che rende il pezzo ancora più riconoscibile. Ogni versione è limitata a 178 esemplari: non un numero scelto a caso, ma un riferimento simbolico — un gesto che rende l’orologio immediatamente “da collezione”.
Indossarlo significa volere qualcosa di diverso. Non serve sfilare nelle sale d’asta, non serve cercare la rarità come status. Serve un sorriso ogni volta che guardi il polso. Serve ricordare che un orologio può essere funzionale e serio, sì — ma anche libero, creativo, giocoso. Serve che tu porti un pezzo di orologeria che non teme di essere umano.
Per chi, come noi di Horotix, ama che ogni segnatempo racconti una storia, il “Unfrogettable” è perfetto: non è una dichiarazione di opulenza, ma una celebrazione di fantasia. Non è un rigido esercizio tecnico, ma un atto di personalità. Se fossi nella cerchia che può sceglierlo, lo farei senza dubbi: perché un orologio così è un frammento di libertà.


















