C’è un gesto che occorre compiere con lentezza, anche quando si parla di un cronometro limitato a 500 pezzi: fermarsi e osservare. Guardare quella cassa in acciaio da 42,4 mm, poi il quadrante bordeaux profondo, e infine girare l’orologio per scoprire sul fondello un rotore dorato scolpito a forma di cavallo al galoppo. È il mondo che scorrerebbe avanti in un secondo, racchiuso in un gesto da polso.
La maison IWC ha scelto per il “Year of the Horse” una composizione perfetta tra simbolismo e orologeria contemporanea. Il cavallo, nella tradizione cinese, è simbolo di energia, libertà, progresso. L’orologio ne cattura l’essenza non con un decoro superficiale, ma con la sostanza: il calibro in-house 52011, riserva di carica di sette giorni e il meccanismo Pellaton perfezionato — un cuore robusto che pulsa silenziosamente dietro un quadrante che richiama i toni cerimoniali del Capodanno lunare.

Il quadrante bordeaux, con lancette e indici dorati, non è una scelta casuale: richiama la “fortuna rossa” delle festività asiatiche e allo stesso tempo mantiene la sobrietà elegante della collezione Portugieser. Sul lato estetico funziona come ponte tra culture: Svizzera d’ingegneria, Oriente di significato. Il datario discreto alle 6, il piccolo secondo alle 9, la riserva di carica alle 3: la disposizione è quella classica della linea, ma in questa versione appare più consapevole, più ricca di senso.
C’è poi il rotore a forma di cavallo al galoppo, visibile attraverso il fondello in zaffiro. Questo dettaglio non è una semplice celebrazione: è un sigillo. Il cavallo che corre per dire “libertà”, “avanzamento”, “energia”. Il movimento calibro 52011 con due bariletti, componenti in ceramica per la carica Pellaton, 168 ore di autonomia. L’orologio non solo racconta un anno zodiacale: lo incarna, lo veste, lo porta al polso.

Ma come tutti gli orologi che vogliono raccontare più che segnare, anche questo porta con sé riflessioni. Il prezzo (circa 15.300 €) e la tiratura limitata a 500 pezzi lo rendono già oggi oggetto da collezione. Il diametro 42,4 mm può risultare importante su certi polsi, la profondità della cultura simbolica potrebbe apparire “extra” a chi cerca un segnatempo neutro. Tuttavia, qui il punto non è “quanto” ma “chi” porta l’orologio. E non è da tutti decidere di portare al polso un cavallo che corre.

Indossarlo significa accettare il tempo come moto, non solo come passaggio. Significa che ogni mattina vuoi alzare il polso e sentire: “oggi vado avanti, provo, avanzo”. E questo rende l’orologio un compagno di vita, non un mero accessorio.
Alla fine, la Portugieser Automatic 42 “Year of the Horse” è il simbolo di un’idea che IWC coltiva: che l’orologeria, come l’arte, sia un linguaggio universale — e che un simbolo antico come il cavallo possa correre ancora nel nostro presente quotidiano. Se hai l’occasione di provarlo, guardalo bene, ascolta il suo ticchettio, e capirai che il tempo non è solo un’ora: è una galoppata verso quello che vuoi diventare.


















