Ci sono orologi che nascono per piacere, altri per stupire, e infine ci sono creazioni come il David Candaux DC12 MaveriK, che hanno il coraggio di ribaltare le regole dell’orologeria. Non è soltanto un segnatempo, ma un manifesto di indipendenza, un atto di ribellione contro la prevedibilità che spesso domina questo settore. Chi conosce David Candaux sa bene che nulla nei suoi progetti è convenzionale: ogni linea, ogni vite, ogni ponte è concepito con la stessa passione di un artigiano che non si limita a produrre orologi, ma li scolpisce come se fossero opere d’arte meccaniche.

Il DC12 MaveriK nasce dal desiderio di portare l’alta orologeria fuori dalla sua zona di comfort. La cassa, dal design asimmetrico e inusuale, gioca con le proporzioni e con le prospettive, creando un equilibrio instabile che diventa paradossalmente armonioso. Non c’è nulla di standardizzato, nulla che possa essere ricondotto a una scuola classica. Eppure, dietro a questa apparente anarchia stilistica, si cela una precisione svizzera maniacale, la stessa che ha reso David Candaux uno dei più rispettati indipendenti della scena contemporanea.
Il quadrante è una piccola scenografia tridimensionale che vive di profondità e di giochi di luce. Le sfere, i contatori, le superfici lavorate a mano, tutto contribuisce a creare l’impressione di un paesaggio meccanico che non ha paura di mostrare le sue complessità. Al centro di questa visione si impone il tourbillon inclinato, un cuore che pulsa con la grazia di un danzatore e la fermezza di una macchina da guerra. È lì che il MaveriK dimostra tutta la sua essenza: un equilibrio costante tra poesia e ingegneria.

Osservando il movimento, interamente concepito e rifinito da Candaux, ci si rende conto che il MaveriK non vuole competere con nessun altro. È un orologio che rifiuta i paragoni, un pezzo che pretende di essere giudicato per quello che è: un’espressione radicale di indipendenza. Le superfici lucidate a mano, i ponti dalle forme imprevedibili e le architetture dinamiche sono la firma inconfondibile di un maestro che lavora al di fuori di qualsiasi canone imposto.
Il nome MaveriK non è casuale. Rappresenta l’anima ribelle di questo progetto, la volontà di non seguire ma di tracciare una strada nuova. Un orologio che non cerca consenso universale, ma che parla direttamente a chi sa comprendere la bellezza dell’inaspettato. In un mondo dove spesso l’orologeria di lusso tende a rassicurare, Candaux ha scelto di destabilizzare. E proprio in questa destabilizzazione troviamo il senso profondo del MaveriK: non un oggetto per tutti, ma un simbolo per chi vuole distinguersi senza compromessi.

Chi avrà al polso un DC12 MaveriK non porterà semplicemente un tourbillon indipendente, ma la dichiarazione di un artigiano che ha deciso di non piegarsi alle convenzioni. È un orologio che ride in faccia alla normalità, che preferisce l’ardito al prevedibile, il coraggio alla sicurezza. Ed è questo che lo rende così irresistibile.


















