Chopard Zagato L.U.C. Lab One, quando l’orologeria diventa laboratorio di idee3 min read

Ci sono orologi che nascono per essere indossati e altri che nascono per esplorare. Lo Chopard Zagato L.U.C. Lab One appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Non è un segnatempo pensato per il mercato tradizionale, né un esercizio di stile fine a sé stesso: è un concept, un manifesto, una dichiarazione d’intenti che racconta cosa può diventare l’orologeria quando decide di spingersi oltre i propri confini abituali.

L’incontro tra Chopard e Zagato non nasce oggi. È un dialogo che dura da anni, costruito su valori condivisi come ricerca, artigianalità e sperimentazione. Con il Lab One, questo dialogo raggiunge uno dei suoi punti più radicali, abbandonando qualsiasi riferimento rassicurante per entrare in una dimensione quasi ingegneristica.

Foto by chopard.com

La cassa del Lab One rompe immediatamente con la tradizione. Le forme sono tese, scolpite, chiaramente ispirate al mondo dell’automotive più estremo. Non c’è rotondità classica, ma superfici angolari che sembrano modellate dal vento e dalla funzione. È un orologio che non cerca l’eleganza convenzionale, ma una estetica funzionale, dove ogni linea sembra avere una ragione tecnica prima ancora che visiva.

I materiali giocano un ruolo centrale. Titanio, alluminio e compositi leggeri dialogano tra loro come in un prototipo da pista, con l’obiettivo di ridurre il peso e aumentare la rigidità strutturale. La sensazione non è quella di un oggetto di lusso tradizionale, ma di uno strumento avanzato, quasi sperimentale, che potrebbe tranquillamente trovare posto in un centro di ricerca piuttosto che in una vetrina.

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Il quadrante, o meglio, ciò che ne prende il posto, segue la stessa logica. Qui non si parla di decorazione, ma di architettura meccanica esposta. Le indicazioni sono ridotte all’essenziale, integrate in una costruzione tridimensionale che mette in primo piano la meccanica. La leggibilità non è immediata, e non vuole esserlo: questo orologio chiede tempo, attenzione, comprensione. È un oggetto che va studiato più che semplicemente guardato.

Il cuore del progetto è un movimento sviluppato come banco di prova tecnologico. Non si tratta di una semplice evoluzione di un calibro esistente, ma di una piattaforma pensata per testare nuove soluzioni costruttive, nuove architetture e nuovi materiali. Il concetto stesso di “Lab” nel nome non è casuale: il Lab One è un laboratorio al polso, un luogo in cui Chopard può sperimentare senza le costrizioni del prodotto seriale.

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Dal punto di vista meccanico, tutto è orientato alla stabilità, alla resistenza e alla precisione in condizioni estreme. Le soluzioni adottate parlano il linguaggio dell’ingegneria più che quello della decorazione, avvicinando l’orologeria a discipline come l’aeronautica e l’automotive ad alte prestazioni. È un approccio che ricorda molto da vicino il modo in cui Zagato concepisce le proprie creazioni: prima la funzione, poi la forma, infine l’emozione.

Per noi di Horotix, lo Chopard Zagato L.U.C. Lab One non va giudicato come un orologio nel senso classico del termine. È un esercizio di libertà creativa, una piattaforma concettuale che serve a spingere in avanti il pensiero progettuale. Non è pensato per piacere, ma per aprire strade, e in questo risiede il suo valore più autentico.

In un panorama in cui spesso l’innovazione si limita a nuove colorazioni o materiali esotici applicati a forme conosciute, il Lab One rappresenta una rottura netta. Un promemoria del fatto che l’orologeria può ancora essere un luogo di sperimentazione radicale, capace di dialogare con altri mondi senza perdere la propria identità.

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