Girard-Perregaux Planetarium Tri-Axial: quando il tempo osa guardare le stelle3 min read

Ci sono orologi che nascono per misurare il tempo e altri che nascono per metterlo in discussione. Il Girard-Perregaux Planetarium Tri-Axial appartiene senza esitazione alla seconda categoria. È uno di quei segnatempo che non cercano il consenso, non chiedono di essere compresi al primo sguardo e, soprattutto, non vogliono essere indossati come un semplice accessorio. Questo è un oggetto che pretende attenzione, silenzio, rispetto. E una certa predisposizione a perdersi.

Guardarlo significa accettare che l’orologeria possa smettere di essere bidimensionale. Il Tri-Axial non vive su un piano, ma nello spazio. Il tourbillon a tre assi è il cuore pulsante di questa architettura meccanica estrema: una gabbia che ruota su se stessa secondo traiettorie multiple, come un corpo celeste che sfugge a qualsiasi orbita prevedibile. È una soluzione che non nasce per migliorare la precisione in senso classico, ma per affermare una visione. Girard-Perregaux qui non vuole dimostrare di saper fare un tourbillon. Vuole dimostrare di saperlo reinventare.

Il Planetarium aggiunge un ulteriore livello di complessità narrativa. Non ci troviamo davanti a una semplice indicazione astronomica decorativa, ma a un vero dialogo tra tempo umano e tempo cosmico. Le indicazioni planetarie, la rappresentazione del cielo, il modo in cui le informazioni vengono distribuite sul quadrante trasformano la lettura dell’ora in un atto quasi contemplativo. Non si “legge” il Planetarium Tri-Axial: lo si osserva, lo si esplora, lo si studia. Ogni sguardo restituisce qualcosa di diverso, come accade davanti a una mappa stellare.

La cassa, imponente ma mai brutale, è costruita per essere una teca più che un semplice involucro. Qui il contenitore ha una funzione quasi museale: proteggere e allo stesso tempo esporre. L’oro, le superfici satinate e lucide, le curvature studiate per accompagnare la tridimensionalità del movimento contribuiscono a creare un oggetto che non cerca equilibrio nel minimalismo, ma nell’armonia della complessità. È un lusso che non si nasconde, ma nemmeno urla. Semplicemente esiste, con la sicurezza di chi sa di non avere concorrenti diretti.

C’è qualcosa di profondamente Girard-Perregaux in tutto questo. La Maison, che da secoli dialoga con l’idea di ponte, di struttura, di visione meccanica come linguaggio, qui porta all’estremo il proprio DNA. Il Tri-Axial non è un esercizio isolato, ma il risultato di una lunga ossessione per il movimento come scultura dinamica. Ogni componente sembra pensato non solo per funzionare, ma per essere visto mentre funziona. È orologeria che accetta la sfida dell’inutile apparente per raggiungere una forma superiore di senso.

Indossare un Planetarium Tri-Axial significa anche accettare una certa solitudine. Non è un orologio che genera conversazioni facili. È un segnatempo che separa, che distingue, che mette distanza tra chi lo capisce e chi lo guarda distrattamente. Ed è forse proprio questo il suo valore più autentico. In un’epoca di complicazioni ripetute e di estetiche rassicuranti, Girard-Perregaux osa creare qualcosa che non consola, ma provoca.

Questo non è un orologio per segnare appuntamenti. È un orologio per ricordare che il tempo non ci appartiene. Che siamo noi, semmai, a muoverci all’interno di una meccanica infinitamente più grande. Il Planetarium Tri-Axial non misura le ore: le relativizza. E in questo gesto, raro e radicale, si colloca tra le creazioni più audaci e poetiche dell’orologeria contemporanea.

Horologium il Co-Autore

Il nostro Co-Autore digitale Horologium è qui
per risponderti. Lascia il tuo messaggio qui sotto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *