Ci sono pezzi che non si limitano a segnare il tempo. Ci sono creazioni che lo guardano dall’alto, lo sfidano, lo trasformano in materia da scolpire. E poi c’è Jaeger-LeCoultre, che nel 2025 ha deciso di riscrivere ancora una volta ciò che pensavamo di sapere sul Reverso. Il risultato è l’Hybris Artistica Calibre 179, un oggetto che non vuole piacere a tutti, perché non è nato per essere desiderato: è nato per essere studiato, contemplato, quasi temuto.

Il Reverso è sempre stata una tela bi-facciale su cui la Grande Maison ha dipinto le sue intuizioni più brillanti. Ma con il calibro 179, Jaeger-LeCoultre ha preso quella tela e l’ha trasformata in un trittico meccanico. Da un lato c’è la complicazione, dall’altro l’arte, e nel mezzo la consapevolezza che un movimento ultra-complesso può essere anche uno spettacolo estetico.
Qui non stiamo parlando semplicemente di un tourbillon. Il calibro 179 ospita un tourbillon a quattro assi, una creatura meccanica che ruota, orbita, si inclina e danza nello spazio con un’eleganza quasi ipnotica. Non esiste niente di paragonabile al mondo: Jaeger-LeCoultre non solo ne ha costruito uno, ma l’ha messo dentro la geometria Art Déco del Reverso, sfidando la logica prima ancora della tecnica.

Il risultato, quando il lato complicato è rivolto verso l’esterno, è la sensazione di guardare un piccolo universo in miniatura. Le gabbie multiple girano in tempi diversi, creando una coreografia senza punti morti, senza riposo, senza una sola rotazione che non sia perfettamente necessaria. È come assistere a un balletto meccanico dove ogni traiettoria è calcolata per annullare le deviazioni della gravità sul bilanciere. Un tourbillon che sembra fluttuare più che ruotare.
Girando la cassa – perché un Reverso si vive sempre in due atti – compare il lato “Artistica”. E lì, Jaeger-LeCoultre si toglie la giacca dell’ingegnere e indossa quella del poeta. Il quadrante diventa un’opera d’arte incisa, smaltata, stratificata con tecniche decorative che in Vallée de Joux hanno imparato a considerare un linguaggio quotidiano. Ogni tratto, ogni incisione, ogni variazione cromatica rimanda all’idea di tempo come fenomeno cosmico, come ritmo, come vibrazione.

Non c’è nulla di superfluo. Non c’è un millimetro che non sia stato progettato, discusso, rielaborato. L’Hybris Artistica Calibre 179 non è un “orologio complicato”: è la somma di ciò che succede quando tutte le competenze della Grande Maison vengono concentrate in un solo oggetto. Non è un modello destinato alla produzione, non è un’icona commerciale, non è un esercizio di stile fine a sé stesso. È un manifesto culturale.

Chiunque ami l’orologeria sa che certi pezzi non si giudicano in base al prezzo, alla disponibilità o alla razionalità. Si giudicano in base alla capacità di elevarsi sopra il rumore di fondo. Questo Reverso è una dichiarazione di esistenza. Un modo per dire: “Siamo Jaeger-LeCoultre, e anche dopo quasi due secoli non abbiamo finito di sorprendervi.”
Quando un marchio crea un oggetto così, non lo fa per conquistare clienti. Lo fa per conquistare il tempo.


















