Urwerk UR-150 Scorpion: l’arte meccanica che punge come uno scorpione4 min read

Quando l’arte orologiera decide di non piegarsi ai codici consolidati ma di riscriverli, nasce qualcosa come l’Urwerk UR-150 Scorpion. Non è soltanto un oggetto che segna il tempo, è una creatura meccanica che sfida geometrie, abbraccia curve audaci e trasmette potenza silenziosa, come un artiglio pronto a colpire con precisione.

Questa creazione prende vita dal genio di Urwerk, la casa svizzera che da anni plasma forme e complicazioni sperimentali come fossero sculture. Con l’UR-150 Scorpion siamo di fronte a una reinvenzione della visualizzazione satellitare delle ore, ormai marchio di fabbrica del brand, ma trasportata a un livello che unisce virtuosismo tecnico e teatralità visiva. Il soprannome “Scorpion” non è un vezzo retorico: la lancetta dei minuti, retrograda, percorre un arco di 240 gradi che ricorda la coda di uno scorpione pronta allo strike, strisciando sul quadrante fino all’istante culminante, per poi ritornare allo zero in un balzo fulmineo, appena un centesimo di secondo dopo aver raggiunto il sessantesimo minuto. In quel istante le ore satellitari ruotano, il carillon meccanico interno entra in scena, tutto si riallinea: una coreografia perfetta, calibrata nel dettaglio.

La cassa affonda le sue radici nella robustezza e nel design organico: la forma arcuata del corpo orologio è pensata non solo per sorprendere, ma per adattarsi al polso, per accogliere la curvatura naturale del polso stesso. Misura 42,49 millimetri in larghezza, 52,31 in lunghezza, e uno spessore di quasi 15 millimetri, ma queste cifre non rendono l’idea della presenza fisica che l’orologio esercita. Il vetro zaffiro bombato, avvolgente, continua la curva della cassa e del bracciale (o del cinturino in gomma), così che chi lo indossa non percepisce un corpo estraneo, ma un unico flusso architettonico che si piega al movimento del corpo.

Dentro batte il calibro UR-50.01, un automatico che dà vita alla magia: una riserva di carica di circa 43 ore, frequenza di 4 Hz (28.800 oscillazioni l’ora), il tutto governato da un sistema di doppia turbina che non solo alimenta il rotore, ma ne modula la velocità, assorbendo urti e ottimizzando il comportamento durante la fase retrograda, così che il “ritorno” dei minuti sia potente ma controllato, rapido ma non distruttivo.

Urwerk non si accontenta: le ore satellitari sono realizzate in alluminio e montate su un carosello in ottone, la lancetta dei minuti è anch’essa scheletrata, con finiture che alternano spazzolature, sabbiature, levigature, superfici satinate. Gli indici e le ore e minuti sono trattati con Super-LumiNova, per una visibilità anche in condizioni non perfette, perché la bellezza non deve essere solo contemplativa ma anche fruibile.

Due versioni vengono offerte, ciascuna rigorosamente in edizione limitata: la “Titan”, che unisce titanio sabbiato con acciai naturali e dettagli verde-lume, e la “Dark”, che aggiunge trattamenti PVD antracite agli acciai, conferendo un look più severo e moderno, con tocchi rossi come contrasto. Cinquanta pezzi per ciascuna versione, cento in tutto, rendono l’UR-150 Scorpion qualcosa di raro — non un pezzo prodotto su larga scala, ma un oggetto desiderato, quasi ambito.

Quanto costa una creatura del genere? Circa CHF 88.000 per la versione Titan e CHF 89.000 per la Dark, al netto delle tasse. Uno dei costi più alti che Urwerk propone, ma coerente con l’innovazione meccanica, la ricerca, il design e l’esclusività che porta con sé.

Indossarlo significa sentire che il tempo non è più un fluire misurato di lancette tradizionali, ma un dramma estetico che accade ogni ora. Ogni attimo è orchestrato: ore che ruotano, minuti che rincorrono e poi tornano, curve che avvolgono il polso, materiali che interagiscono con la luce, finiture che si scoprono solo guardandole da vicino. È un orologio per chi non cerca solo un segnatempo ma una dichiarazione: tecnica, scultorea, quasi esoterica nella sua coreografia nascosta.

Non è un modello per tutti, ovviamente. Serve uno sguardo curioso, che apprezzi la complicazione visiva, il meccanismo che lavora dietro le quinte, la sfida ingegneristica posta nello staccarsi dai codici classici. Serve disponibilità ad accettare dimensioni non banali, prezzo elevato, manutenzione specialistica. Ma per chi vive l’orologeria come esplorazione, l’UR-150 Scorpion è qualcosa che va oltre il tempo, è l’affermazione che, anche nell’alta orologeria contemporanea, si può ancora sorprenderci e farci battere il cuore.

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